SOCIOLOGIA RELAZIONALE

 

🌐 Benvenuti alla nostra sezione dedicata alla Sociologia Relazionale. Al suo interno, troverete uno studio che esplora la struttura e la concezione del patto di mutuo riconoscimento e alleanza tra due organismi, basandosi sul paradigma della sociologia relazionale. Attraverso l’analisi dei concetti di riferimento simbolico-intenzionale (refero), legame (religo) ed effetto emergente, come delineato dai filosofi e sociologi della relazione Margaret Archer e Pierpaolo Donati, si evidenzia come tali patti rappresentino un contratto relazionale. Viene esaminata l’applicazione pratica di questi patti, mostrando come possano variare in complessità e portata, e vengono discussi i benefici emergenti dalle relazioni instaurate.  

IL PATTO DI MUTUO RICONOSCIMENTO E ALLEANZA

Concezione Generale e Ambiti di Applicazione: Il patto di mutuo riconoscimento e alleanza rappresenta un accordo formale tra due o più organizzazioni che si impegnano a riconoscersi reciprocamente e a cooperare per raggiungere obiettivi comuni. Questo tipo di patto trova applicazione in vari ambiti, tra cui associazioni culturali, organizzazioni sindacali, enti non profit e istituzioni accademiche. Il suo scopo principale è quello di creare sinergie tra le parti coinvolte, facilitando lo scambio di risorse, conoscenze e competenze.

Struttura del Patto di Mutuo Riconoscimento e Alleanza: La struttura del patto di mutuo riconoscimento e alleanza si basa sui seguenti elementi:

  1. Refero (Riferimento Simbolico-Intenzionale):
    • Definizione e riconoscimento reciproco degli obiettivi e dei valori comuni.
    • Esplicitazione delle intenzioni simboliche che le parti intendono perseguire attraverso l’alleanza.
    • Costruzione di un linguaggio comune che faciliti la comunicazione e la comprensione reciproca.
  2. Religo (Legame Strutturale):
    • Stabilimento di un legame formale attraverso la sottoscrizione del patto.
    • Definizione delle modalità operative della collaborazione, inclusi ruoli, responsabilità e processi decisionali.
    • Identificazione delle risorse da condividere e delle attività congiunte da intraprendere.
  3. Effetto Emergente (Relazione Emergente):
    • Analisi dei beni relazionali che emergono dall’interazione tra refero e religo, come fiducia, coesione e capacità di innovazione.
    • Monitoraggio e valutazione continua degli effetti del patto per garantire l’adattamento e il miglioramento continuo.
    • Implementazione di meccanismi di feedback per mantenere e rafforzare la relazione nel tempo.

Patto come Contratto Relazionale: Il patto di mutuo riconoscimento e alleanza può essere visto come una forma sviluppata di contratto relazionale, che varia in complessità a seconda delle condizioni e dell’estensione che vi si vuole dare. Secondo Archer e Donati, la relazione non è solo una connessione tra entità, ma un riferimento simbolico-intenzionale (refero) e un legame (religo) che generano effetti emergenti, ossia i beni relazionali (per una schematizzazione semplice dei concetti). Il mutuo riconoscimento si colloca sull’asse del refero, rappresentando il riconoscimento simbolico e intenzionale tra le parti, mentre l’alleanza si posiziona sull’asse del religo, delineando la struttura del legame. Il patto, quindi, è l’effetto emergente che rappresenta la relazione stessa e i benefici derivanti da essa.

Conclusioni: Il patto di mutuo riconoscimento e alleanza offre un framework potente per la cooperazione tra organizzazioni. Basato sulla sociologia relazionale, questo tipo di patto non solo formalizza le intenzioni e le strutture di collaborazione, ma genera anche beni relazionali che rafforzano le interazioni e potenziano l’efficacia delle azioni comuni. Attraverso l’analisi dei suoi componenti e delle sue applicazioni, si possono comprendere meglio le dinamiche relazionali che ne derivano e i vantaggi che esse comportano.

Ing. Antonio Rossello, Dr hc in Sociologia e socio ASI

Bibliografia:

  1. Archer, M. (1995). Realist Social Theory: The Morphogenetic Approach. Cambridge University Press.
  2. Donati, P. (2011). Relational Sociology: A New Paradigm for the Social Sciences. Routledge.
  3. Donati, P., & Archer, M. (2015). The Relational Subject. Cambridge University Press.
  4. Donati, P. (2019). Discovering the Relational View of the Person in the Social Sciences. Journal for the Theory of Social Behaviour.

Vedi inoltre il link: Lessico della sociologia – libro sociologia – IL LESSICO DELLA SOCIOLOGIA Questo volume ha l’intento – Studocu

 

Link pubblicazione articolo su Il Corriere Nazionale: Il patto di Mutuo Riconoscimento e Alleanza 

 

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Il lavoro, di seguito riportato integralmente, è stato recepito e condiviso nell'ambito della rete di sociologia clinica correlata al sito: sociologiaclinica.it e coordinata da Everardo Minardi, professore ordinario di sociologia generale presso la Facoltà di scienze politiche della Università di Teramo.

 

I PATTI DI SCAMBIO ASSOCIATIVO: PROFILI LEGALI E SOCIOLOGICI


ABSTRACT:

I Patti di Scambio Associativo rappresentano una modalità innovativa di collaborazione tra associazioni, in cui enti giuridici si uniscono formalmente come soci collettivi per perseguire obiettivi comuni. Questi accordi consentono di ottimizzare le risorse, potenziare l’efficacia delle azioni sociali e promuovere un networking tra organizzazioni con finalità affini. L’articolo esplora i profili legali e sociologici di tali patti, analizzando la loro natura giuridica, i requisiti statutari e le opportunità di cooperazione che offrono, ma anche le sfide e criticità derivanti da potenziali conflitti di interesse e disparità di risorse. In tal modo, facendo seguito ad un precedente articolo dedicato ai Patti di Mutuo Riconoscimento e Alleanza, il presente lavoro si propone di offrire una comprensione completa del valore e delle implicazioni di questi strumenti, sia dal punto di vista normativo che sociale, per le associazioni che decidono di adottarli.

1. Profili legali dei patti di scambio associativo

Definizione e natura giuridica

I patti di scambio associativo sono accordi regolati dagli statuti delle associazioni coinvolte, che consentono a queste ultime di aderire come soci collettivi ai rispettivi enti partner. Tale adesione implica l’assunzione di diritti e obblighi previsti dal regolamento associativo, promuovendo un rapporto di collaborazione stabile e formalizzato.

Requisiti statutari

Affinché un’associazione possa sottoscrivere un patto di scambio associativo, il suo statuto deve prevedere:

  • La possibilità di accogliere altre associazioni come soci, riconoscendo loro una posizione istituzionale all’interno dell’organizzazione.

  • Procedure chiare per deliberare l’adesione, attraverso organi come il Consiglio Direttivo.

  • Disposizioni per regolare la partecipazione dei soci collettivi agli organi sociali e alle attività.

Obblighi contrattuali

Dal punto di vista giuridico, il patto configura un rapporto contrattuale multilaterale, disciplinato dagli articoli del Codice Civile relativi ai contratti associativi. Le parti devono rispettare:

  • Le clausole pattuite, che includono l’impegno a partecipare alle attività comuni e a condividere risorse.

  • Le norme statutarie delle associazioni partner.

  • La trasparenza nella gestione delle iniziative comuni e nella rendicontazione delle risorse condivise.

Durata e risoluzione

I patti di scambio associativo sono generalmente di durata indeterminata, con possibilità di rinnovo automatico. La risoluzione può avvenire per:

  • Mutuo consenso tra le parti.

  • Inadempimento grave di una delle associazioni.

  • Risoluzione statutaria, in caso di modifiche agli statuti che rendano incompatibile l’adesione reciproca.

2. Profili sociologici dei patti di scambio associativo

Promozione di reti associative

Dal punto di vista sociologico, i patti di scambio associativo favoriscono la creazione di reti tra enti che condividono valori, finalità e obiettivi. Questo consente di:

  • Rafforzare il capitale sociale: Le associazioni coinvolte possono ampliare la propria rete di contatti, creando legami di fiducia e cooperazione.

  • Migliorare l’efficacia delle azioni sociali: La condivisione di risorse, competenze ed esperienze consente di sviluppare progetti più strutturati e impattanti.

  • Incrementare la visibilità: Attraverso il patto, le associazioni possono ottenere maggiore riconoscimento pubblico, attirando nuovi soci e sostenitori.

Sfide e criticità

Tuttavia, l’adozione di patti di scambio associativo presenta alcune sfide:

  • Conflitti di interesse: La reciproca adesione può generare situazioni di conflitto, specialmente in caso di divergenze sugli obiettivi strategici.

  • Disparità di risorse: Associazioni con mezzi o competenze limitate potrebbero non riuscire a contribuire equamente alle attività comuni, rischiando di essere marginalizzate.

  • Rigidità istituzionale: L’adesione come socio collettivo comporta vincoli statutari che potrebbero limitare l’autonomia operativa delle parti.

3. Benefici e opportunità

Nonostante le criticità, i patti di scambio associativo rappresentano un'opportunità significativa per il mondo associativo:

  • Ottimizzazione delle risorse: La collaborazione istituzionale consente di ridurre i costi e massimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili.

  • Innovazione progettuale: Le associazioni possono sviluppare iniziative congiunte innovative, combinando le rispettive competenze.

  • Solidarietà e inclusione: I patti favoriscono la costruzione di una rete di solidarietà tra enti che operano per il bene comune.

Conclusioni

I patti di scambio associativo si collocano al crocevia tra diritto e sociologia, offrendo una soluzione strutturata per rafforzare le relazioni tra associazioni. Tuttavia, per garantirne il successo, è fondamentale che le parti adottino un approccio equilibrato, basato su trasparenza, rispetto reciproco e obiettivi condivisi. Solo così questi strumenti possono rappresentare un motore di innovazione e coesione sociale, contribuendo al rafforzamento del tessuto associativo.


SCHEMA TIPO DI:

PATTO DI SCAMBIO ASSOCIATIVO TRA LE ASSOCIAZIONI A E B

PREMESSA
Le associazioni
A e B, entrambe operanti nel settore [specificare settore, es. culturale, sociale, sportivo], riconoscendo la convergenza dei rispettivi obiettivi statutari e il comune impegno nella promozione di [specificare ambito, es. valori tradizionali, solidarietà sociale], decidono di instaurare un Patto di Scambio Associativo basato sulla figura del socio collettivo, secondo quanto previsto dai rispettivi statuti. Tale figura consente a un ente giuridico di aderire a un’altra associazione per promuovere una collaborazione istituzionale e progettuale stabile e sinergica.

DATI UFFICIALI DELLE PARTI

[Associazione A]

  • Denominazione completa: [Nome ufficiale dell’associazione]

  • Sede legale: [Indirizzo completo]

  • Codice fiscale: [Codice fiscale]

  • E-mail: [E-mail ufficiale]

  • Presidente: [Nome e cognome]

  • Scopo: [Breve descrizione della missione e delle finalità dell’associazione].

[Associazione B]

  • Denominazione completa: [Nome ufficiale dell’associazione]

  • Sede legale: [Indirizzo completo]

  • Codice fiscale: [Codice fiscale]

  • E-mail: [E-mail ufficiale]

  • Presidente: [Nome e cognome]

  • Scopo: [Breve descrizione della missione e delle finalità dell’associazione].

ARTICOLI DEL PATTO

Articolo 1: Obiettivi

  1. Rafforzare la collaborazione tra le associazioni A e B.

  2. Promuovere la figura del socio collettivo come strumento per consolidare sinergie istituzionali e operative.

  3. Condividere risorse, competenze ed esperienze per il perseguimento di finalità comuni.

Articolo 2: Natura del Patto

  1. Il Patto si fonda sull'adesione reciproca come soci collettivi, secondo le disposizioni statutarie di ciascuna associazione.

  2. L'adesione non compromette l’autonomia gestionale e organizzativa delle parti.

  3. La durata del Patto è fissata in [specificare periodo], con rinnovo automatico salvo comunicazione scritta entro [specificare termine] da una delle parti.

Articolo 3: Modalità di Adesione

  1. L’adesione sarà formalizzata mediante:

    • Delibera del Consiglio Direttivo di ciascuna associazione.

    • Registrazione delle adesioni nei rispettivi registri sociali.

  2. Ogni associazione parteciperà alle assemblee e agli organi sociali dell’altra attraverso un rappresentante designato, che agirà in qualità di portavoce istituzionale.

Articolo 4: Diritti e Doveri

  1. Ogni associazione, come socio collettivo, ha diritto di:

    • Partecipare a tutte le attività e iniziative organizzate dall’altra.

    • Proporre progetti o attività congiunte.

  2. Ogni associazione si impegna a:

    • Rispettare lo statuto e le normative interne dell’altra associazione.

    • Contribuire, nei limiti delle proprie capacità, al successo delle attività comuni.

Articolo 5: Progetti e Iniziative Comuni

  1. Le iniziative congiunte saranno pianificate e gestite da un Comitato di Coordinamento composto da membri designati da entrambe le associazioni.

  2. Ogni progetto sarà disciplinato da accordi specifici che definiscano obiettivi, risorse e responsabilità.

Articolo 6: Risoluzione del Patto

  1. Il Patto può essere risolto previa comunicazione scritta con un preavviso di [specificare periodo].

  2. In caso di gravi inadempienze agli obblighi previsti, il Patto sarà risolto mediante delibera motivata dei Consigli Direttivi delle parti.

Articolo 7: Disposizioni Finali

  1. Il Patto sarà registrato negli archivi delle rispettive associazioni e comunicato ai soci.

  2. Eventuali controversie saranno risolte tramite un Collegio Arbitrale, composto da un rappresentante per ciascuna associazione e un arbitro terzo scelto di comune accordo.

FIRMATO IL [data]

  • Per l’Associazione A
    [Nome, cognome e firma del Presidente o Legale Rappresentante]

  • Per l’Associazione B
    [Nome, cognome e firma del Presidente o Legale Rappresentante]


Approfondimenti

1. Caratteristiche degli statuti delle associazioni che sottoscrivono Patti di Scambio Associativo

Ecco una definizione chiara del concetto di socio collettivo per evidenziare l'idoneità del Patto alle associazioni che contemplano questa figura nei rispettivi statuti:

Un socio collettivo è un'entità giuridica, come un'altra associazione, fondazione, ente pubblico o privato, che entra a far parte di un'associazione in qualità di socio, ma non come individuo fisico. In altre parole, il socio collettivo è un'istituzione che aderisce a un'associazione, assumendo diritti e doveri statutari, ma senza il coinvolgimento diretto di persone fisiche, come accade per i soci ordinari.

La figura del socio collettivo è una forma di adesione che consente a enti esterni di entrare in relazione ufficiale con l'associazione, partecipando alle sue attività, beneficiando dei suoi servizi, e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi comuni, pur mantenendo una propria autonomia organizzativa. Di solito, i soci collettivi sono associati con il fine di cooperare su progetti comuni, condividere risorse, o promuovere obiettivi sociali, culturali o professionali specifici.

Per garantire una effettiva reciprocità tra le parti, è raccomandabile che non vengano richieste quote associative da nessuna delle parti per l'ammissione a soci collettivi, al fine di evitare che l'ingresso di enti esterni possa risultare condizionato da oneri economici che potrebbero compromettere la genuinità e l'equilibrio della cooperazione.

2. Caratteristiche degli statuti delle associazioni che sottoscrivono Patti di Scambio Associativo

Per sottoscrivere un Patto di Scambio Associativo, gli statuti delle associazioni devono possedere alcune caratteristiche essenziali:

  • Apertura alla figura del socio collettivo: Lo statuto deve prevedere la possibilità di far aderire altre associazioni o enti giuridici come soci con diritti specifici.

  • Finalità compatibili e convergenti: Gli obiettivi statutari devono essere in linea con quelli delle altre associazioni coinvolte, garantendo una sinergia tra le parti.

  • Previsione di collaborazioni istituzionali: Lo statuto deve contemplare meccanismi che agevolino collaborazioni operative, come l’organizzazione di progetti comuni, la partecipazione reciproca agli organi sociali o agli eventi.

  • Capacità decisionale degli organi direttivi: Il Consiglio Direttivo deve avere l’autonomia di deliberare l’adesione o l’accettazione di patti con altre associazioni.

  • Trasparenza amministrativa e rendicontazione: Per garantire la gestione chiara delle risorse condivise, gli statuti devono includere norme di trasparenza.

3. Alternative per le associazioni che non possono sottoscrivere Patti di Scambio Associativo

Se uno statuto non prevede l'adesione di soci collettivi, esistono alternative per instaurare rapporti di collaborazione:

  • Patti di Mutuo Riconoscimento e Alleanza:

    • È un accordo non istituzionale, che non prevede l’adesione formale delle parti, ma si basa su un reciproco riconoscimento di intenti, scopi e obiettivi.

    • Le associazioni mantengono piena autonomia e non assumono obblighi reciproci di adesione, pur collaborando in modo strutturato su iniziative comuni.

    • Il patto può includere protocolli d’intesa per progetti specifici o attività periodiche.

  • Convenzioni operative:

    • Accordi temporanei o circoscritti per singole iniziative o eventi.

    • Non vincolano a un rapporto continuativo, ma consentono di lavorare insieme su specifici progetti.

  • Reti associative:

    • Creazione o adesione a network o reti di associazioni che collaborano senza l’obbligo di relazioni bilaterali dirette.

4. Differenze in termini di risultati tra i Patti di Scambio Associativo e i Patti di Mutuo Riconoscimento e Alleanza

 

Aspetto

Patto di Scambio Associativo

Patto di Mutuo Riconoscimento e Alleanza

Base giuridica

Formale, con adesione come soci collettivi prevista dallo statuto.

Informale, basato su accordi bilaterali o protocolli d’intesa.

Autonomia delle parti

Parzialmente limitata dall’obbligo di rispettare le regole associative reciproche.

Completamente preservata, senza vincoli statutari reciproci.

Durata

Continuativa, salvo risoluzione del patto o recesso.

Generalmente definita per specifiche attività o periodi limitati.

Collaborazione

Approfondita e strutturata, con partecipazione agli organi sociali.

Limitata a progetti o iniziative specifiche.

Progetti congiunti

Integrati nella governance delle associazioni.

Sviluppati in modo indipendente, con protocolli separati.

Trasparenza e controllo

Maggiore, grazie all’adesione e ai processi deliberativi congiunti.

Più flessibile, con meno formalità nei meccanismi decisionali.

Risultati principali:

  • Patti di Scambio Associativo: Favoriscono una collaborazione più stretta e duratura, utile per sviluppare progetti strutturati o condividere risorse nel lungo periodo. Tuttavia, richiedono maggiore impegno e compatibilità statutaria.

  • Patti di Mutuo Riconoscimento e Alleanza: Ideali per collaborazioni flessibili, senza vincoli istituzionali. Consentono di mantenere indipendenza e autonomia, ma possono risultare meno efficaci per obiettivi a lungo termine.

Ing. Antonio Rossello, Dr hc in Sociologia e socio ASI

 

Link pubblicazione articolo su Alessandria today 

 

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